Un diamante è per sempre” è lo slogan che ha accompagnato la campagna pubblicitaria della De Beers, colosso mondiale della gioielleria. Un messaggio che era, ed è tutt’ora, di una chiarezza disarmante, la sintesi che lega la perfezione del diamante al concetto di amore eterno.

Ma che cos’è un diamante? In primis è una pietra preziosa, la regina della gioielleria, sia per il suo valore estrinseco sia per la magia che riesce a creare attraverso la rifrazione della luce, frammentata in una miriade di riflessi cristallini e bagliori luminosi. “Ogni faccia sembra tagliata dalle mani di uno scultore invisibile, che lavora una materia di pietra, luce e mistero”.

Conoscere la classificazione dei diamanti e il loro prezzo è fondamentale per muoversi nell’universo delle pietre più preziose al mondo.

A livello internazionale sono fissati degli standard che permettono di capire il valore della pietra e farle corrispondere il prezzo corretto. Si tratta delle famose “4C”: purezza (clarity), peso (carat), colore (colour) e taglio (cut), a cui gli investitori aggiungono solitamente una quinta “C” ovvero il certificato.

La purezza dei diamanti si valuta in base al numero di inclusioni o imperfezioni presenti nella pietra stessa

Le inclusioni, che possiamo definire “impronte della natura”, sono caratteristiche naturali che compaiono durante la formazione del diamante nel sottosuolo.

In natura esistono pochissimi diamanti completamente privi di imperfezioni; alcune inclusioni possono essere visibili ad occhio nudo mentre altre necessitano di lente d’ingrandimento, possono essere localizzate in maniera tale da essere nascoste dalla montatura per cui si giunge alla logica conclusione che il numero e la localizzazione delle inclusioni determinano il valore, ovvero il prezzo, del diamante.

diamante fabio ferro
 

Il peso o caratura fa riferimento alla massa del diamante e non alle sue dimensioni. L’unità di misura è valida per tutte le gemme preziose: 1 carato equivale a 0.2 grammi.
Il colore è un parametro che fa riferimento al colore del diamante che varia dal bianco ghiaccio al bianco caldo. La scala di riferimento stabilita dalla GIA ( Gemolocical Institute of America) va dalla D (incolore, sono le pietre più rare e preziose) alla Z (giallo o bruna molto chiara).

Il taglio del diamante è l’unica fase in cui interviene la mano dell’uomo

Le tipologie di taglio si dividono in taglio a brillante, rettangolare a gradini, ovale sfaccettato, goccia sfaccettato, ecc..

Il momento del taglio è il più importante perché libera la pietra dal suo essere potenziale e, permettendo alla luce di rinfrangersi, le si dona la brillantezza e quel sfavillio che tutti ammiriamo nel diamante.

Nel nostro breve excursus nel mondo magico e cristallino del diamante resta un nodo da sciogliere: che differenza esiste tra diamante e brillante? Nel celebre “Colazione da Tiffany” Audrey Hapburn recita: “Tiffany.. E’ una meraviglia, vero? Capisci cosa intendo quando dico che niente di brutto può accaderti qui? E non è per i gioielli, che a me non piacciono , tranne i brillanti s’intende….”.

Agli addetti ai lavori il marchiano errore può lasciar interdetti o dubbiosi sull’interpretazione: per diamante si intente la pietra preziosa mentre il brillante è esclusivamente una delle tipologie di taglio del diamante o di altre gemme.